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SIF - La finanza di impatto per una nuova generazione di imprenditorialità sociale

Il progetto SIF (La finanza di impatto per una nuova generazione di imprenditorialità sociale) si propone di promuovere un avanzamento delle conoscenze socio-economiche relative al nascente fenomeno della finanza a impatto sociale. L’architettura di progetto si basa su alcune considerazioni fondamentali:
  • l’idea che il fenomeno della finanza a impatto sociale possa essere analizzato e compreso attraverso lo studio congiunto di domanda e offerta di capitali, dove l’evoluzione della domanda di capitali di impatto è rappresentata dalla trasformazione dell’imprenditorialità sociale e l’offerta dal mercato degli strumenti di investimento pubblici e privati che ricercano intenzionalmente un impatto sociale misurabile insieme a una forma di ritorno finanziario;
  • il fatto che l’imprenditorialità sociale, oggetto di tali investimenti, sia rappresentata sia dalle forme di organizzazione di impresa che originano tipicamente nel contesto del terzo settore sia da forme organizzative profit che si adattano, ad esempio, per mezzo di modelli di Corporate Social Responsibility avanzata e strategica, per cogliere opportunità e sollecitazioni derivanti dalle sfide sociali emergenti e dalla relativa trasformazione dei mercati;
  • il fatto che la finanza di impatto, intesa come forma intermedia tra attività filantropiche e finanza tradizionale, ha ragione d’essere se è in grado di reclutare alla causa della soluzione di specifici problemi sociali l’ingente massa di risparmio privato che non si mobilita attraverso schemi puramente filantropici. Ciò richiede un’analisi delle motivazioni degli individui all’investimento impact più analitica di quanto finora svolto in letteratura.
SIF ha una durata di 24 mesi; è stato avviato nel corso del 2018 e terminerà nel 2019. L’iniziativa è finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I partner coinvolti nel progetto sono: Politecnico di Milano, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Napoli "Federico II" e Università degli Studi di Trento. La Fondazione Politecnico di Milano collabora al progetto.
 

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